Torino, 1942.
Negli anni 60 Gilardi è stato uno dei protagonisti del Nouveau Réalisme e della Pop Art europea, svolgendo anche un ruolo teorico e di relationship per la nascita dell' Arte povera. Ha lavorato per un decennio nelle periferie urbane e mondiali per lo sviluppo del movimento della creatività collettiva. Realizza installazioni ed environments interattivi ibridi in cui l'interfaccia ai programmi computerizzati, visivi o sonori, è costituito da elementi scenici od oggettuali che richiedono al pubblico delle azioni corporee individuali, ma più spesso collettive.
Nel 1963, Gilardi organizza la sua prima mostra personale “Macchine per il futuro”; due anni più tardi realizza le prime opere in poliuretano espanso (materiale artificiale indeformabile); nascono così i “Tappeti natura”, che appaiono a prima vista come una sorta di trompe l'oeil: le forme naturali - vegetali, animali, minerali - sembrano quasi più realistiche di ciò che imitano, tanto che siamo indotti ad avvicinarci e a toccarli, per verificare che si tratta di oggetti. A partire dal 1968 interrompe la produzione di opere per partecipare all'elaborazione tecnica delle nuove tendenze artistiche della fine degli anni '60: Arte Povera, Land Art, Antiform Art.
Collabora alla realizzazione delle due prime rassegne internazionali delle nuove tendenze allo Stedelijk Museum di Amsterdam e alla Kunsthalle di Berna. Nel 1969, comincia una lunga esperienza transculturale diretta all'analisi teorica e alla pratica della congiunzione “Arte Vita”. Come militante politico e animatore della cultura giovanile conduce svariate esperienze di creatività collettiva nelle periferie urbane e “mondiali”: Nicaragua, Riserve Indiane negli USA e Africa. Nel 1981 riprende l'attività nel mondo artistico, esponendo in gallerie delle installazioni accompagnate da workshops creativi con il pubblico.
A partire dal 1985 inizia una ricerca artistica con le nuove tecnologie attraverso l'elaborazione del Progetto “IXIANA” che, presentato al Parc de la Villette di Parigi, prefigura un parco tecnologico nel quale il grande pubblico poteva sperimentare in senso artistico le tecnologie digitali. Nel corso degli ultimi anni ha sviluppato una serie di installazioni interattive multimediali con una intensa attività internazionale. Insieme a Claude Faure e Piotr Kowalski, ha costituito l'associazione internazionale “Ars Tecnica”.
In qualità di responsabile della sezione italiana di Ars Technica promuove a Torino le mostre internazionali Arslab. Metodi ed Emozioni (1992); Arslab. I Sensi del Virtuale (1995); Arslab. I labirinti del corpo in gioco (1999) e numerosi convegni di studio sull'arte dei nuovi media. Tiene la rubrica “Ritorno al futuro” sulla rivista Flash-Art Italia, per divulgare l’arte dei nuovi media. Tra ottobre 2000 e aprile 2001, viene presentata, presso le gallerie Guastalla Arte Moderna e Contemporanea di Livorno, Il Vicolo di Genova, Studio G Arte Moderna e Contemporanea di Milano, la mostra “Acqua virtuale”, proposta, nelle sue intenzioni, come allusiva ed evocativa narrazione attorno al tema della acqua.