Forlì, 1961.
La pratica artistica di Massimo Sansavini, giovane artista formatosi all’Accademia di Ravenna, si colloca sull’ambiguo crinale fra pittura e scultura e si muove lungo l’altrettanto sottile confine fra figurazione e astrazione, con la costante disponibilità di questi apparentemente contraddittori momenti a scambiarsi le parti. Sansavini non solo opera mediante l’assemblaggio di vari elementi lignei, ma sembra voler esaltare la componente pittorica del suo fare con l’impiego di squillanti cromie di solarità mediterranea. Non a caso l’artista non qualifica le sue opere come “sculture”, bensì come “oggetti”, intendendo per l’appunto alludere con questo vocabolo alla componente costruttiva sottesa alla sua esperienza artistica, al suo accumulare e stratificare frammento su frammento per ottenere, (come recita il dizionario alla voce ‘oggetto’), “ciò che il soggetto, contrapponendovisi, percepisce come diverso o indipendente nei confronti di se stesso”.
Si diploma presso il Liceo Artistico P. L. Nervi e prosegue gli studi prima all’Istituto per il Mosaico G. Severini di Ravenna, e poi all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Le sue basi artistiche si sono venute a formare agli inizi degli anni '80, attraverso lo studio, la ricerca e l’esperienza personale, rivolta alla conoscenza e all’utilizzo del legno associato a lacche e resine industriali.
Ha allestito la sua prima personale nel 1992 presso la Loggetta Lippi del Comune di Bagno di Romagna. Nello stesso anno è stato premiato al XXI Concorso Internazionale S. Giovanni Bono di Cesena. Successivamente ha preso parte all'esposizione Art-Box di Modena. Nel febbraio del 1993 ha ricevuto il Premio Europa indetto dal Comune di Bagno di Romagna.
L'anno successivo ha tenuto una personale a Bertinoro (Forlì), nel 1995 alla galleria "Il Quadrato" di Cesenatico e nel 1996 alla galleria "Il Cenacolo" di Forlì.
Dal gennaio all’agosto 1999 soggiorna a San Paolo del Brasile, su invito di Fabio Maghalaes, Presidente del Parlamento Latinoamericano e direttore della Biennale di Arte di S.Paolo, per creare direttamente sul posto sculture esposte al Museo Brasiliano di Scultura (MU.B.E). La mostra, ha ottenuto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana e della Segreteria della Cultura dello Stato di San Paolo. Questa esposizione di carattere itinerante è stata portata al Museo Nazionale di Belle Arti di Rio De Janeiro. L’esposizione a Rio è stata voluta dall'architetto Oscar Niemeyer che ha incontrato Sansavini apprezzandone i lavori. La mostra è successivamente stata esposta presso la sede dell'Ambasciata Italiana a Brasilia ed in seguito al Museo di Arte Contemporanea di Curitiba, e a quello di Belo Horizonte, concludendo il suo percorso nel maggio 2003 nel Museo de Ciencia e Tecnicas da Pontificia Universidade Catolica di Porto Alegre.