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Schifano Mario
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Mario Schifano 1934 Homs, Libia; Roma 1998. Ritenuto dalla critica il maggiore talento della Pop Art italiana, fu salutato come l’erede di Andy Warhol e considerato, insieme ai Festa e Angeli, i “pittori maledetti” con cui formò la cosiddetta “Scuola di Piazza del Popolo”, punto di riferimento fondamentale dell’arte contemporanea italiana ed europea . Quella di Schifano possiamo definirla una presenza singolare nel panorama dell'arte italiana di fine Novecento, sia per la varietà e versatilità del suo operato, teso a scandagliare radicalmente i linguaggi della modernità, sia per la sua tormentata parabola personale, ispirata all’idea del “mito dell’artista”. Esordisce nel 1959 alla galleria Appia Antica a Roma con opere informali ad alto spessore materico, caratteristica che si ripresenta anche nel successivo ciclo dei Monocromi che comprende opere realizzate su carta da imballaggio e poi incollate su tela, quasi una sorta di schermo nel quale si annullano tutti gli eventi e gli oggetti. . Nell’anno 1962, cruciale per la sua formazione artistica, si reca in visita negliStati Uniti entrando così in contatto con la corrente Pop americana e con i lavori di Dine e Kline. Alcune delle sue opere saranno esposte in questi anni alla Sidney Janis Gallery di New York. L’esperienza americana influenza profondamente il suo immaginario artistico, tanto da essere riscontrabile non solo nelle dissacranti rielaborazioni di noti marchi pubblicitari (Coca Cola, Esso), ma anche nelle rivisitazioni della storia dell’arte che si concretizzeranno, nel 1965, nel noto ciclo dedicato al Futurismo. Sul finire degli anni ’60 Schifano rivolge la sua attenzione critica al cinema e alla televisione. Questa esperienza lo porterà a sperimentare nuove tecniche (collage, fotomontaggio, fotoimpressione), riportando su tele emulsionate immagini estrapolate dall’ininterrotto flusso prodotto dalla civiltà tecnologica . A partire dal 1980, nascono i cicli Architettura, Biplano, Orto Botanico, Campi di pane. Nel corso degli stessi anni le opere dell'artista vengono esposte in varie edizioni della Biennale di Venezia e Schifano è presente alla rassegna Arte italiana nel XX secolo organizzata dalla Royal Academy di Londra. L'ultimo ciclo pittorico degli anni '90 è Reperti, sul tema degli animali preistorici, mentre nel 1996 Schifano torna ancora a lavorare sull'immagine televisiva, intesa come linguaggio fondamentale del nostro tempo, rielaborata al computer per annullarne e neutralizzarne culturalmente il nucleo di banalità conformistica. Nel 1997 Schifano ottiene il Premio San Giorgio di Donatello per aver realizzato le vetrate policrome della cripta della Basilica di Santa Croce a Firenze. Tra le tante esposizioni ricordiamo: Sidney Janis Gallery di New York, nel 1971 partecipa alla mostra "Vitalità del negativo nell'arte italiana 1960-70"; in seguito tiene personali a Roma, a Parma, a Torino e a Napoli ed è presente alla X Quadriennale di Roma. Nel 1976 Schifano partecipa alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Bologna alla mostra "Europa / America, l'astrazione determinata 1960-76"; due anni dopo è invitato nuovamente alla Biennale di Venezia. Diverse sue opere sono in mostra nel 1979 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara mentre l'anno successivo viene invitato da Maurizio Calvesi alla mostra "Arte e critica 1980", allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1981 Germano Celant seleziona alcune opere di Schifano per l'esposizione "Identitè italienne" organizzato al Centre George Pompidou di Parigi.Sempre in questo periodo le opere dell'artista vengono esposte in varie edizioni della Biennale di Venezia e Schifano è presente alla rassegna Arte italiana nel XX secolo organizzata dalla Royal Academy di Londra. Tiene alcune personali al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e al Padiglione d'arte Contemporanea di Ferrara; quest'ultima mostra diverrà poi itinerante, toccando diverse città italiane, per giungere infine in Francia, al Centre d'Art Contemporain di Saint Priest (1992). Nel 1996 allestisce una grande mostra , ospitata dapprima presso la Fondazione Memorial da America Latina di San Paolo del Brasile, poi presso il Museo di Belle Arti di Buenos Aires .Nel corso del 1998 sarà poi presentata alla Fondazione Wifredo Lam dell'Avana e a Città del Messico. |
MARIO SCHIFANO – olio/acrilico/smalto su tela - Le quotazioni sotto riportate, sono state ricavate dai dati delle aggiudicazioni d'asta avvenute in italia negli ultimi due anni. Per riservatezza non possono essere riportati i nomi delle casa d'asta. Tutti i dati devono intendersi puramente indicativi, in quanto non riscontrati direttamente con le rispettive sedi di aggiudicazioni misure | anno | data di | stima | stima | Aggiudicazione | h | l | esecuzione | vendita | minima | massima | Comprensiva diritti d’asta (20%) | 100 | 70 | 1900/95 | 11.03.2008 | € 7.000,00 | € 9.000,00 | € 10.800,00 | 140 | 210 | 1984 | 11.03.2008 | € 50.000,00 | € 55.000,00 | € 55.200,00 | 70 | 100 | | 05.03.2008 | € 12.000,00 | € 15.000,00 | € 11.400,00 | 101 | 118 | 1980 | 09.02.2008 | € 13.000,00 | € 15.000,00 | € 15.000,00 | 120 | 80 | 1980 | 18.12.2007 | € 7.500,00 | € 8.500,00 | € 12.600,00 | 127 | 127 | 1964 | 18.12.2007 | € 230.000,00 | €280.000,00 | € 276.000,00 | 100 | 200 | 1990 | 22/02/2007 | € 22.000,00 | € 25.000,00 | € 26.400,00 | 100 | 100 | Anni 80 | 14/03/2006 | € 3.500,00 | € 4.500,00 | € 6.720,00 | 150 | 199 | 1996 | 23/10/2004 | € 7.000,00 | € 8.000,00 | € 8.160,00 | | | | | | | |
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