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Cortona, 1883 - Parigi, 1966. Figura centrale del Futurismo italiano, Severini partecipa con la sua opera alla celebrazione della vita moderna, attraverso l’espressione del dinamismo e della percezione sensoriale, caratteristiche pregnanti della ricerca artistica del futurismo italiano. Risiedendo a Parigi dal 1906, svolge un'importante funzione di intermediario fra i colleghi futuristi in Italia e gli amici dell’avanguardia parigina dediti in questo periodo al Cubismo. Studia alla Scuola Tecnica di Cortona fino al 1899, anno in cui si trasferisce a Roma. Qui frequenta corsi d’arte a Villa Medici e verso il 1901 incontra Umberto Boccioni. I due artisti visitano Giacomo Balla nel suo studio e vengono da lui introdotti alla Pittura divisionista. Nel novembre del 1906 Severini si stabilisce a Parigi, dove studia la Pittura impressionista e conosce il neoimpressionista Paul Signac. Ben presto Severini entra in contatto con gli esponenti dell’avanguardia parigina, tra i quali Amedeo Modigliani, Juan Gris, Georges Braque e Pablo Picasso, con l’ambiente teatrale, con i poeti Max Jacob, Guillaume Apollinaire e Paul Fort e lo scrittore Jules Romains. Sollecitato da Filippo Tommaso Marinetti e Boccioni, Severini aderisce al movimento futurista e firma il “Manifesto Tecnico della Pittura Futurista” dell’aprile 1910 con Balla, Boccioni, Carlo Carrà e Luigi Russolo. A differenza degli altri futuristi, Severini è poco attratto dal tema della macchina e più spesso sceglie figure di danzatori per esprimere le teorie futuriste del dinamismo nell’arte. Severini partecipa all’organizzazione della prima mostra futurista a Parigi, che si tiene nel febbraio del 1912 alla Galerie Bernheim-Jeune, ed è presente alle successive mostre futuriste in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1913 sue personali sono allestite alla Marlborough Gallery di Londra e alla galleria Der Sturm di Berlino. L’artista conclude la sua esperienza futurista con una serie di dipinti sulla guerra, mentre le sue opere successive sono ispirate al Cubismo sintetico. Intorno al 1920 applica teorie di equilibrio classico, basate sulla sezione aurea, a soggetti figurativi tratti dalla Commedia dell’Arte. Dopo il 1920 l’artista divide il suo tempo tra Parigi e Roma. Studia le tecniche dell’affresco e del mosaico e negli anni Venti esegue pitture murali polimateriche in Svizzera, Francia e Italia. Nel 1923 è presente alla Biennale romana; partecipa alle due mostre milanesi del Novecento italiano (1926 e '29) e a quella di Ginevra (1929). Nel 1928 fa ritorno nella capitale, mentre iniziano ad apparire nel suo lavoro elementi tratti dal paesaggio antico di Roma. Nel 1930, con gli altri "italiani di Parigi", è presente alla Biennale di Venezia; partecipa quindi alle Quadriennali del 1931 e '35, anno in cui vince il Gran premio per la pittura, presentando un'intera sala e si stabilisce a Roma. Tornato a Parigi, alterna soggiorni tra la Francia e Roma. Realizza una decorazione per l'Esposizione Universale di Parigi e nel 1938 espone i suoi mosaici alla Galleria della Cometa. Negli anni 50, ritorna ai soggetti del suo periodo Futurista: ballerini, luce e movimento. Fra i lavori di questi anni : Nella chiesa di Saint-Pierre a Friburgo è inaugurato il mosaico con la Consegna delle chiavi. Espone mosaici alla galleria Cahiers d’Art di Parigi. Conferenza a Ravenna su Mosaico e arte murale e studio su Mosaico e arte murale nell’antichità e nei tempi moderni in “Felix Ravenna”. Decora gli uffici della Klm di Roma e dell’Alitalia di Parigi. Alla Rose Fried Gallery di New York si tiene la mostra “The Futurists, Balla - Severini 1912-1918”.Riceve il Premio nazionale di pittura dell’Accademia di San Luca di Roma. Alla Nona quadriennale di Roma espone due collage e tre sculture. Sempre nella capitale mostra personale all’Accademia di San Luca. Durante l’intero arco della sua carriera Severini pubblica importanti saggi teorici e libri su argomenti d’arte. |