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Autore: Francesca Malatesta
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08/11/2008
Biografia di Treccani Ernesto
Treccani Ernesto

 Milano, 1920

 

Una delle dominanti della  pittura di Ernesto Treccani è la costante attenzione all’uomo, sostenuta dall’attiva partecipazione ai movimenti di protesta e di rinnovamento sociale. Con il passare degli anni, comunque, la sua ricerca lo spinge a rompere gli argini del realismo e ad approdare all’effusione di un poetico sentimento del reale.

 

Appena diciottenne dirige la rivista “Corrente”, che i mezzi del padre, il senatore Giovanni Treccani degli Alfieri, fondatore dell’Istituto Treccani per la pubblicazione dell’omonima enciclopedia, gli hanno permesso di aprire. Mentre ancora frequenta la facoltà di ingegneria, entra così in contatto con i movimenti di avanguardia artistica e di fronda al fascismo, che si raccolgono attorno alla redazione. Ernesto Treccani, già sensibile alla pittura neocubista di Picasso, inizia così una attiva ricerca di un linguaggio alternativo allo stile del Novecento italiano, con l’intento di recuperare il naturalismo di tradizione lombarda. La sua fase formativa è influenzata e guidata dagli amici pittori come Birolli, Guttuso, Migneco, Sassu, Cassinari con i quali, discute d’arte, dipinge ed espone.

 

Verso il 1940 inizia a dipingere, partecipando nello stesso anno alla collettiva che si svolge alla Bottega di Corrente. Quando, allo scoppio della guerra, la pubblicazione di “Corrente” viene soppressa d’autorità, aderisce al partito comunista ed è attivo nella lotta clandestina. Nel dopoguerra, con Raffaele De Grada, Mario De Micheli, Elio Vittorini ed altri, entra nella redazione della rivista “Il '45” ed è poi animatore del gruppo “Pittura”, con Ajmone, Chighine, Francese e Testori. Nel 1949, ordina la sua prima personale alla Galleria del Milione. Nei dipinti emerge e prende forma il gusto della narrazione favolistica e l’osservazione del dato oggettivo; il pittore si lascia trasportare, conservando apparenti caratteri di realtà, nelle regioni dell’immaginato, dell’immaginario e del fantastico.

 

Sempre nel 1956 fa parte di una delegazione culturale in Cina,  da questo viaggio riporta oltre un centinaio di disegni ed acquarelli. E’ questo  un anno di svolta nelle opere di Ernesto Treccani, l’occupazione russa dell’Ungheria ha riflessi importanti sul lavoro di molti artisti comunisti: l’impegno rimane ma cambia l'ispirazione. Treccani trasforma il suo linguaggio pittorico: dal realismo dagli accenti nazional-popolari sviluppa una tematica nuova che lascia più spazi alla riflessione esistenziale e intimista, riflettendo, ma in termini più personali, i problemi di una società che sta rapidamente cambiando. Tra i lavori degli anni Sessanta sono da ricordare le cinque grandi tele ispirate a “La luna e i falò” di Cesare Pavese (1962/63), il ciclo delle opere “Da Melissa a Valenza” (1964/65), i dipinti sul tema del giardino e delle siepi e la serie di acquarelli dedicata a un viaggio a Cuba.

 

Negli ultimi decenni dipinge in luoghi diversi, sviluppando in varie direzioni la propria ricerca: dalla campagna emiliana alle regioni dell’Italia meridionale, dove lavora a Potenza, Matera e Policoro, fino ai paesi contadini della lontana Ucraina, in un viaggio fantastico, sfociato nel 1976, nelle grandi mostre organizzate dal Ministero della Cultura sovietico a Volgograd, a Mosca e Leningrado. Dagli anni 80 in poi, Nizza, tuttora uno dei luoghi abituali di soggiorno creativo, diviene, con Parigi, Macugnaga e Forte dei Marmi, il luogo ideale dove Treccani ama dipingere.

La tecnica preferita diventa l’acrilico, cosa che spiega parzialmente l’evoluzione verso una sorta di nuovo informale, fondato sulla velocità di gesti in un  rifacimento di immagini già assimilate ed elaborate in precedenti quadri ad olio.

 

Alla metà degli anni ottanta risale, una delle sue opere più originale “La casa delle rondini”, con circa duemila formelle ceramiche che rivestono interamente la facciata della sede della Fondazione Corrente e del Museo Treccani, in via Carlo Porta a Milano. Tra  gli anni '90 e 2000 Treccani si dedica a grandi cicli ispirati al Don Chisciotte  ed al Decamerone, a sottolineare l’intenso rapporto tra parola ed immagine che è sempre stato aspetto costante della ricerca di Treccani.

 

 

 

 

 

 

 

 



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